Bellezza e conformismo

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E’ passata un po’ d’acqua sotto i ponti quindi se ne può parlare con più tranquillità.

Chantelle Winnie è la donna, affetta da vitiligine, che di mestiere fa la modella ed ha conquistato popolarità con la campagna Desigual e poi Diesel. Ci viene raccontata, di lei, una storia difficile: cresciuta tra bullismo e pregiudizio, alla fine “ce l’ha fatta” e ora vive bella e felice del suo lavoro di modella ricercata.

I media hanno fatto a gara a presentarla come campionessa di autonomia e libertà premiate dopo molta sofferenza: diceva alla madre “lascia che sia me stessa”, e ora si fa paladina di un atteggiamento apparentemente molto condivisibile: “sono a favore di tutto ciò che abbia come fine l’essere felici”.

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Dice Treccani che il conformismo è

Tendenza a conformarsi, anche solo in apparenza, a dottrine, usi, opinioni prevalenti socialmente e politicamente. Il conformista tende infatti a fare proprie, in modo passivo, le dottrine politiche e religiose seguite dalla maggioranza dei componenti del gruppo cui appartiene. In senso più ampio, il c. è visto come accezione negativa di chi si adatta facilmente alle opinioni o agli usi prevalenti, alla politica ufficiale, alle disposizioni e ai desideri di chi è al potere.

Chantelle è alta uno e settantotto e il suo corpo rispetta gli standard più comuni previsti per la fisicità di una modella internazionale. La sua carriera, anche se facilitata dalla partecipazione a uno show televisivo come America’s next top model, segue uno schema abbastanza tipico per la sua categoria professionale. La caratteristica colorazione della sua pelle si adatta molto bene a un brand che ha nel nome, Desigual, la pretesa di mostrarsi fiero del suo essere differente, diverso, vario, mutevole.

Ciò che non mi è chiaro è quanto il corpo di Chantelle, la sua bellezza, consentano di lasciarsi alle spalle una visione stereotipata della “modella” per incominciare una possibile liberazione dai canoni che la moda ha propugnato fin qui – come vorrebbe sembrare. Perché mentre lei afferma

So I feel like the industry is very much opening up, widening their eyes

e si dice pure che

what’s next for Winnie after her receiving her Beauty Idol award? ‘An American Vogue cover’, says the ambitious model

non va dimenticato che il conformismo, abbiamo letto sopra, è proprio di chi si adatta facilmente alle opinioni o agli usi prevalenti, alla politica ufficiale, alle disposizioni e ai desideri di chi è al potere. Tutta la carica eversiva della pelle di Chantelle sarà usata per arrivare alla copertina di Vogue. E non dubitiamo che ci riuscirà, dato che questa è esattamente l’ambizione di qualunque modella come lei, che vede una rivista come Vogue – la sua immagine, la sua presenza il suo potere – come un grande traguardo.

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L’insolita colorazione della sua pelle, per quanto possa essere comprensibilmente esposta ora come un trionfo sulla discriminazione subita da bambina, non sembra sortire alcun effetto eversivo o rivoluzionario né rispetto al concetto commerciale di bellezza né tantomeno in generale sulla considerazione di corpi diversi dai canoni che possano essere accettati da quel mondo che si pone come indice di bellezza e perfezione.

L’ostracismo verso il peso eccessivo, o il corpo mancante o disabile, non è cambiato di una virgola. Essi non compariranno mai nella funzione di modelli, e non rientreranno mai nell’uso commerciale del concetto di bellezza. La storia di Chantelle sembra raccontare soprattutto la forza di un potere normalizzante che è capace di inglobare in sé anche l’apparentemente inadatto, purché non veramente diverso.

Chi o cosa decide davvero quali non-canonicità possono essere accettate e quali no? E perché? Come sganciare il concetto di bellezza dal potere del conformismo, la cui natura è adattare al proprio controllo qualunque apparentemente pericolosa e non vendibile stranezza?

I modelli, le modelle, capaci di cambiare i punti di vista sono altr*, e non commerciali, non per Vogue. Non ce ne voglia Chantelle, le auguriamo tutta la fortuna del mondo; ma la bellezza, se qualche volta è certamente desigual, sicuramente da sempre non s’adatta allo sfruttamento.

Tra l’ “inconsueto” e il “rivoluzionario” c’è una bella differenza. E la bellezza, credo, lo sappia benissimo.

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Informazioni su contuttaquestabellezza

contuttaquestabellezza è un blog per parlare della bellezza che ci stiamo perdendo. Una bellezza senza stereotipi, senza banalità, senza bilancia, senza misure, senza insulti, senza teorizzazioni sterili, senz’altro che le cose meravigliose che ci sono intorno e che ci portiamo dentro. Loredana De Vitis e Lorenzo Gasparrini ne parlano da punti di vista diversi interagendo con totale apertura: convergendo, divergendo, confliggendo. I commenti di lettori e lettrici come stimolo e ulteriore rilancio. Alla fine? L’idea è di un libro a quattro mani, con molte molte più teste dentro.

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