
"and so it is just like you said it would be." di Valentina Franco
Il calendario Pirelli 2012. Belle queste donne, questi corpi, così fotografati? Certamente no. Come possono esserlo?
Leggo che il tema dell’anno è “la purezza”. Approfittando dei paesaggi splendidi della Corsica, non capisco perché intaccare l’idea di purezza che potrebbe offrire quella natura mettendoci quei corpi che non c’entrano niente. Non mi è chiaro la purezza di cosa. A casa mia, e anche secondo il vocabolario, la purezza è la “mancanza di elementi estranei”, diciamo la genuinità; allora sono le modelle che non c’entrano niente. Oppure loro sono le cose pure, e allora vorrei sapere cosa le rende “pure”, genuine, senza macchia rispetto ad altre persone o alla natura circostante. Le caratteristiche morali o caratteriali no, ché in queste foto non mi pare si riescano a vedere. I loro corpi certo non lo sono puri, dato che non si capisce cosa avrebbero di più e meglio di altri corpi.
Forse l’appartenere al genere di spendibilità comunemente accettata dalla moda attuale; spendibilità comoda a parecchie organizzazioni economiche, le quali sostengono un sistema di comunicazione che all’insieme di quelle caratteristiche spendibili dà il nome di bellezza. Solo il nome, perché basta pensare che quel sistema chiamava bellezza anche quella di Ursula Andress e di Rita Hayworth – due corpi che oggi non apparirebbero mai su nessun calendario Pirelli e simili raccolte di “nudi artistici” (altro nome usato molto impropriamente) – per rendersi conto che il calendario Pirelli con la bellezza ha nulla a che fare. Si chiama moda, non bellezza.
Poi ci sarebbe da spiegare, a leggere tutti i panegirici su questo calendario assurto negli anni a “evento”, quale sarebbe la relazione della purezza con la bellezza se si ammette candidamente l’uso del fotoritocco. Complimenti per la purezza. Ma lasciamo la parola al maestro:
L’intensa relazione che si crea tra fotografo e la sua musa rappresenta l’essenza per creare un forte dialogo estetico che porta alla sublimazione della bellezza naturale. Nel realizzare il calendario ho quindi posto i corpi a diretto contatto con la natura, che li accoglie come fossero un suo prolungamento, in una serie di immagini in cui roccia e scogli, terra e tronchi, cielo e mare si trasformano in scenografie che ospitano i corpi.
Mario, sei bravo con le immagini – tecnicamente – ma lascia stare le parole, è meglio. “Sublimazione della bellezza naturale”? E fai vedere quella, allora. “Prolungamento” della natura? Lo è anche photoshop, allora. “Scenografie che ospitano”? Deciditi Mario: o la natura e quei corpi sono tutt’uno – hai detto “prolungamento” – o una ospita l’altro scenograficamente. No, veramente, la bellezza è un’altra cosa. Si leggono anche commenti di una stupidità disarmante, che insistono con questi luoghi comuni sulla purezza del nudo artistico poche parole dopo aver parlato di maggiorate e star.
Io, se devo pensare a purezza e bellezza di corpi, non posso che pensare a chi balla. I corpi dei ballerini – che siano torniti dalla misurata tensione del classico,che siano controllati nella potente lentezza del tango, che siano ritmicamente esasperati dall’hip hop – sono un concentrato di purezza e bellezza. Purezza perché in loro nulla è superfluo, tutta la materia dei loro organismi è necessaria e sufficiente all’estatica esecuzione della danza; bellezza perché solo nel movimento – inevitabilmente segno di vita – quella particolare bellezza può darsi; e la fotografia sa anche come catturare il movimento, quando non ha a che fare con la più statica e immobile versione del corpo umano che l’economia dello spettacolo abbia mai prodotto: la modella.
Nata e addestrata per lo stare ferma immobile, nessuna modella sarà mai bella nell’esercizio della sua funzione. La modella – immobile anche quando cammina, data la sua ridicola andatura studiata per non illudere lo spettatore che sia in movimento neanche quando percorre una passerella – assolve il suo compito nell’annullarsi completamente nell’immagine che deve produrre. Il suo corpo è sacrificato a qualsiasi economia che ne abbia bisogno, ed è pronto ad essere modificato, coperto, annullato, desensibilizzato dai vestiti, dal trucco, dal fotografo, dai software di ritocco. Quelli nel calendario Pirelli 2012, per quello che si può vedere dalle esclusive anteprime, non sono neanche corpi, neanche cadaveri: in loro è eliminata qualunque idea di sensibilità, anche passata, e sono lì nella natura a testimoniare – pare – la loro totale estraneità al tutto. Letteralmente, questi corpi non c’entrano niente. E non si capisce con cosa potrebbero avere a che fare.
Con la purezza e la bellezza, certamente, no.
(Lorenzo Gasparrini)